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Rugby e Autismo: continuare a generare processi d'inclusione in epoca Covid

Sfidare l'isolamento di bambini e adolescenti affetti da spettro autistico anche durante una pandemia, è possibile. L'esperienza della Primavera Rugby

L’emergenza Covid-19 ha stravolto la vita di ognuno, generando criticità e acutizzando le difficoltà. Se ritmi diversi e nuove routine hanno minato l’equilibrio di tutti, per bambini e ragazzi autistici, il processo è stato ancora più difficile, acutizzando situazioni di emarginazione e di sofferenza psicologica che ne conseguono. Generare processi d’inclusione è però possibile anche in epoca Covid: lo dimostra l’esperienza della Primavera Rugby – club di rugby nato a Roma nel 1976 allo scopo di promuovere e diffondere il gioco del Rugby e i suoi valori fondanti – che dal 2012 porta avanti il Progetto Rugby-Autismo attraverso Primavera Cares, la realtà inclusiva del club.

Il progetto Rugby–Autismo è un’iniziativa di carattere sportivo, di integrazione ed inclusione sociale che ha come obiettivo costante il miglioramento della qualità della vita e dei percorsi evolutivi di bambini e adolescenti affetti da spettro autistico attraverso lo sport del rugby, promuovendo la corretta conoscenza sui disturbi del neuro sviluppo e sostenendo la formazione di volontari e operatori specializzati nel settore.

Nonostante la situazione di grande attenzione dovuta all’attuale emergenza sanitaria, ogni sabato pomeriggio, oltre 30 atleti e altrettanti volontari si allenano nel rispetto delle misure di contenimento Covid-19.

Il Disturbo dello Spettro Autistico è un disturbo del neuro sviluppo che colpisce in Italia, secondo i dati delle dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, 1 bambino su 77 di età compresa tra i 7-9 anni. Quando si parla di autismo la terapia non basta. Il mondo accademico riconosce nei trattamenti comportamentali e negli interventi che favoriscono la comunicazione e le attività psico-sociali, i migliori trattamenti per i soggetti affetti.

Per i bambini e gli adolescenti con disturbo dello spettro autistico è, dunque, fondamentale il coinvolgimento in attività differenti che favoriscano l’inclusione con i pari e che possano portare benefici a livello sintomatologico e comportamentale. Lo sport, pur non essendo un’attività terapeutica, bensì ludico-ricreativa, può risultare complementare ai percorsi terapeutici e rivelarsi estremamente importante.

“L’obbiettivo del Progetto Rugby-Autismo è integrare ragazzi diversi tra loro facendo comprendere la bellezza della crescita del gruppo attraverso il gioco del rugby. Al termine di ogni allenamento vedo nei volti dei volontari e dello staff la consapevolezza di far parte di qualche cosa di importante, da cui tutti possono trarre grandi benefici. Questo vale di più di qualsiasi trofeo. Questa è la vera crescita umana e sportiva” afferma Fabrizio Roscioli, Presidente U.S. Primavera Rugby.

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